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2008/5/11 PENTECOSTE
Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come il vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.
(At 2, 1-4)
Benedetto sei Tu,
o Cristo Dio nostro,
che hai reso sapienti i pescatori
avendo inviato su di loro lo Spirito Santo,
e, per mezzo di essi,
hai preso nelle reti il mondo,
o amico degli uomini, gloria a te.
Quando l'Altissimo discese
e confuse le lingue, divise le genti;
ma, quando distribuì le lingue di fuoco,
richiamò tutti all'unità,
noi, unitamente, glorifichiamo lo Spirito santissimo.
(Tropario e Kontakion della festa)
La Pentecoste è l'invio dello Spirito Santo da parte del Padre, evento accaduto secondo gli Atti, 50 giorni dopo la Pasqua. Lo Spirito Santo riproduce sulla terra la comunione celeste delle tre persone divine.
Nell'icona gli Apostoli formano un arco. Tutti sono di eguale grandezza: è l'armonia dell'unità, dono dello Spirito Santo. I dodici Apostoli sono il segno delle dodici tribù d'Israele. Alla destra della Vergine, San Pietro, a sinistra San Paolo che, per la vastità e importanza della sua evangelizzazione, è incluso tra gli Apostoli. Ognuno di essi tiene un rotolo, simbolo della predicazione della Buona Notizia. Particolare sconosciuto nelle raffigurazioni sacre in Occidente è la parte inferiore della scena dove in una specie di oscura caverna è collocato un personaggio in abito regale e con la corona. E' la raffigurazione del cosmo che tiene tra le braccia allargate una fascia contenente dodici papiri arrotolati. Esso è prigioniero del demonio, in attesa della predicazione dei dodici Apostoli che ha inizio proprio con la Pentecoste. Molto spesso nella tradizione iconografica, e anche nella rappresentazione realizzata da Francisco Argüello, la Vergine appare al centro degli apostoli. 2008/3/24 L'agnello immolato ci trasse dalla morte alla vita
Prestate bene attenzione, carissimi: il mistero della Pasqua è nuovo e antico, eterno e temporale, corruttibile e incorruttibile, mortale e immortale. Antico secondo la legge, nuovo secondo il Verbo; temporaneo nella figura, eterno nella grazia; corruttibile per l'immolazione dell'agnello, incorruttibile per la vita del Signore; mortale per la sua sepoltura nella terra, immortale per la sua risurrezione dai morti. La legge è antica, ma il Verbo è nuovo; temporale è la figura, eterna la grazia; corruttibile l'agnello, incorruttibile il Signore, che fu immolato come un agnello, ma risorse come Dio. «Come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca» (Is 53, 7). La similitudine è passata ed ha trovato compimento la realtà espressa: invece di un agnello, Dio, l`uomo-Cristo, che tutto compendia. Perciò l'immolazione dell'agnello, la celebrazione della Pasqua e la scrittura della legge ebbero per fine Cristo Gesù. Nell'antica legge tutto avveniva in vista di Cristo. Nell'ordine nuovo tutto converge a Cristo in una forma assai superiore. La legge è divenuta il Verbo e da antica è fatta nuova, ma ambedue uscirono da Sion e da Gerusalemme. Il precetto si mutò in grazia, la figura in verità, l'agnello nel Figlio, la pecora nell'uomo e l'uomo in Dio. Il Signore pur essendo Dio, si fece uomo e soffrì per chi soffre, fu prigioniero per il prigioniero, condannato per il colpevole e, sepolto per chi è sepolto, risuscitò dai morti e gridò questa grande parola: Chi è colui che mi condannerà? Si avvicini a me (Is 50, 8). Io, dice, sono Cristo che ho distrutto la morte, che ho vinto il nemico, che ho messo sotto i piedi l'inferno, che ho imbrogliato il forte e ho elevato l'uomo alle sublimità del cielo; io, dice, sono il Cristo. Venite, dunque, o genti tutte, oppresse dai peccati e ricevete il perdono. Sono io, infatti, il vostro perdono, io la Pasqua della redenzione, io l'Agnello immolato per voi, io il vostro lavacro, io la vostra vita, io la vostra risurrezione, io la vostra luce, io la vostra salvezza, io il vostro re. Io vi porto in alto nei cieli. Io vi risusciterò e vi farò vedere il Padre che è nei cieli. Io vi innalzerò con la mia destra.
Dall'«Omelia sulla Pasqua» di Melitone di Sardi, vescovo (Capp. 2-7; 100-103; SC 123, 60-64. 120-122) 2008/2/22
L'agnello immolato ci strappò dalla morte
"Molte cose sono state predette dai profeti riguardanti il mistero della Pasqua, che è Cristo, « al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen » (Gal 1, 5, ecc.). Egli scese dai cieli sulla terra per l'umanità sofferente; si rivestì della nostra umanità nel grembo della Vergine e nacque come uomo. Prese su di sé le sofferenze dell'uomo sofferente attraverso il corpo soggetto alla sofferenza, e distrusse le passioni della carne. Con lo Spirito immortale distrusse la morte omicida.
Egli infatti fu condotto e ucciso dai suoi carnefici come un agnello, ci liberò dal modo di vivere del mondo come dall'Egitto, e ci salvò dalla schiavitù del demonio come dalla mano del Faraone. Contrassegnò le nostre anime con il proprio Spirito e le membra del nostro corpo con il suo sangue.
Egli è colui che coprì di confusione la morte e gettò nel pianto il diavolo, come Mosè il faraone. Egli è colui che percosse l'iniquità e l'ingiustizia, come Mosè condannò alla sterilità l'Egitto.
Egli è colui che ci trasse dalla schiavitù alla libertà, dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita, dalla tirannia al regno eterno. Ha fatto di noi un sacerdozio nuovo e un popolo eletto per sempre. Egli è la Pasqua della nostra salvezza.
Egli è colui che prese su di sé le sofferenze di tutti. Egli è colui che fu ucciso in Abele, e in Isacco fu legato ai piedi. Andò pellegrinando in Giacobbe, e in Giuseppe fu venduto. Fu esposto sulle acque in Mosè, e nell'agnello fu sgozzato.
Fu perseguitato in Davide e nei profeti fu disonorato.
Egli è colui che si incarnò nel seno della Vergine, fu appeso alla croce, fu sepolto nella terra e, risorgendo dai morti, salì alle altezze dei cieli. Egli è l'agnello che non apre bocca, egli è l'agnello ucciso, egli è nato da Maria, agnella senza macchia. Egli fu preso dal gregge, condotto all'uccisione, immolato verso sera, sepolto nella notte. Sulla croce non gli fu spezzato osso e sotto terra non fu soggetto alla decomposizione.
Egli risuscitò dai morti e fece risorgere l'umanità dal profondo del sepolcro."
Dall'« Omelia sulla Pasqua » di Melitone di Sardi, vescovo (Capp. 65-67; SC 123, 95-101) 2007/12/5 La verità è germogliata dalla terra e la giustizia si è affacciata dal cielo
Svégliati, o uomo: per te Dio si è fatto uomo. «Svégliati, o tu che dormi, destati dai morti e Cristo ti illuminerà» (Ef 5, 14). Per te, dico, Dio si è fatto uomo. Saresti morto per sempre, se egli non fosse nato nel tempo. Non avrebbe liberato dal peccato la tua natura, se non avesse assunto una natura simile a quella del peccato. Una perpetua miseria ti avrebbe posseduto, se non fosse stata elargita questa misericordia. Non avresti riavuto la vita, se egli non si fosse incontrato con la tua stessa morte. Saresti venuto meno, se non ti avesse soccorso. Saresti perito, se non fosse venuto. Prepariamoci a celebrare in letizia la venuta della nostra salvezza, della nostra redenzione; a celebrare il giorno di festa in cui il grande ed eterno giorno venne dal suo grande ed eterno giorno in questo nostro giorno temporaneo così breve. «Egli è diventato per noi giustizia, santificazione e redenzione perché, come sta scritto, chi si vanta si vanti nel Signore» (1 Cor 1, 30-31). «La verità è germogliata dalla terra» (Sal 84, 12): nasce dalla Vergine Cristo, che ha detto: «Io sono la verità» (Gv 14, 6). «E la giustizia si è affacciata dal cielo» (Sal 84, 12). L'uomo che crede nel Cristo, nato per noi, non riceve la salvezza da se stesso, ma da Dio. «La verità è germogliata dalla terra«, perché «il Verbo si fece carne» (Gv 1, 14). «E la giustizia si è affacciata dal cielo», perché «ogni buon regalo e ogni dono perfetto viene dall'alto» (Gv 1, 17). «La verità è germogliata dalla terra»: la carne da Maria. «E la giustizia si è affacciata dal cielo», perché «l'uomo non può ricevere nulla se non gli è stato dato dal cielo» (Gv 3, 27). «Giustificati per la fede, noi siamo in pace con Dio» (Rm 5, 1) perché «la giustizia e la pace si sono baciate» (Sal 84, 11) «per il nostro Signore Gesù Cristo», perché «la verità è germogliata dalla terra» (Sal 84, 12). «Per mezzo di lui abbiamo l'accesso a questa grazia in cui ci troviamo e di cui ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio (Rm 5, 2). Non dice «della nostra gloria», ma «della gloria di Dio», perché la giustizia non ci venne da noi, ma si è «affacciata dal cielo». Perciò «colui che si gloria» si glori nel Signore, non in se stesso. Dal cielo, infatti per la nascita del Signore dalla Vergine... si fece udire l'inno degli angeli: «Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace sulla terra agli uomini di buona volontà» (Lc 2, 14). Come poté venire la pace sulla terra, se non perché la verità è germogliata dalla terra, cioè Cristo è nato dalla carne? «Egli è la nostra pace, colui che di due popoli ne ha fatto uno solo» (Ef 2, 14) perché fossimo uomini di buona volontà, legati dolcemente dal vincolo dell'unità. Rallegriamoci dunque di questa grazia perché nostra gloria sia la testimonianza della buona coscienza. Non ci gloriamo in noi stessi, ma nel Signore. E' stato detto: «Sei mia gloria e sollevi il mio capo» (Sal 3, 4): e quale grazia di Dio più grande ha potuto brillare a noi? Avendo un Figlio unigenito, Dio l'ha fatto figlio dell'uomo, e così viceversa ha reso il figlio dell'uomo figlio di Dio. Cerca il merito, la causa, la giustizia di questo, e vedi se trovi mai altro che grazia. 2007/4/5 Inno alla Croce Gloriosa: "La Croce Gloriosa del Signore Risorto è l'albero della mia salvezza; di esso mi nutro, di esso mi diletto, nelle sue radici cresco, nei suoi rami mi distendo. La sua rugiada mi rallegra, la sua brezza mi feconda, alla sua ombra ho posto la mia tenda. Nella fame alimento, nella sete fontana, nella nudità mio vestimento. Angusto sentiero, mia strada stretta, scala di Giacobbe, letto di amore dove ci ha sposato il Signore. Nel timore difesa, nell'inciampo sostegno, nella vittoria corona, nella lotta tu sei il premio. Albero di vita eterna, pilastro dell'universo, ossatura della terra, la tua cima tocca il cielo e nelle tue braccia aperte brilla l'amore di Dio". 2007/1/23 Ciao a tutti!!! Eh si sono tornato da Tehran. Città stupenda, ve lo consiglio a tutti. Gli ultimi giorni non vi ho raccontato gli ultimi momenti anche perché stavo finendo di sistemare la valigia e le ultime cose. Ringrazio di cuore chi mi ha ospitato in questa città e cioè Rita, Amir, Arash e Mariam. Ringrazio anche chi mi ha concesso di fare questa vacanza e cioè mia mamma e Alessadro. Una cosa posso dirvi che ho sperimentato, diffidate della stampa! Vi assicuro che andando veramente sul posto si può capire cosa sta realmente accadendo. Vi informo gia che il mio prossimo viaggio sarà a Roma il 5-6-7 febbraio per il pellegrinaggio ad Limina della diocesi di Milano con tanto di udienza generale con il Santo Padre Benedetto XVI. Se avete domande o curiosità scrivetemi pure qua sul blog e non mancherò di rispondervi. Ciao!!!! 2007/1/3
Buona sera a tutti!Sono stravoltissimo… qua sono le 23.25 e sono appena tornato da una fantastica cena al ristorante. La giornata di ieri è passata con una mattinata a riposare e poi la visita a qualche bazar che qua sono giganteschi. Dopo il pranzo in un fast food siamo tornati a casa e poi uscire di nuovo per visitare qualche centro commerciale e vedere un po’ di cose carine. Nel frattempo Alessandro e Arash sono rimasti a casa a giocare alla Play e a risistemare un po’ la camera. Ritornati a casa io, Rita e Mariam abbiamo e poi cenato e poi ho giocato alla Play con Alessandro. Stamattina dopo una bella dormita abbiamo pranzato e nel pomeriggio siamo andati da un’insegnante di inglese che si chiama Monica e fra un tè e un caffè ci ha corretto i compiti che abbiamo lasciato in macchina di Bita. Subito dopo abbiamo preso un taxi (io, Alessandro, Mariam, Arash e Rita) e ci siamo recati in un centro commerciale di elettronica con computer e tutto per il pc che avrà avuto almeno 10 piani! Qua in Iran non esiste il copyright e ad esempio i giochi della Play costano al massimo 2.50€!!! Infine stasera siamo andati al ristorante e ora stravolti siamo quasi tutti a letto! Ci sentiamo! Ciao!!!!
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